Ricerca e Conservazione

Se state leggendo le pagine di questo sito, potreste chiedervi cosa sia la ricerca e a cosa serve. Leggete tutto ciò grazie ai suoi rigogliosi rami, colmi di splendenti pomi. Dai computer più moderni al salvataggio degli ultimi bisonti europei, passando per le cure ai peggiori mali e le spedizioni in Antartide: tutto questo è ricerca.

 

“Gli uomini, sia nel nostro tempo sia dapprincipio, hanno preso dalla meraviglia lo spunto per filosofare, poiché dapprincipio essi si stupivano dei fenomeni che erano a portata di mano e di cui essi non sapevano rendersi conto, e in un secondo momento, a poco a poco, procedendo in questo stesso modo, si trovarono di fronte a maggiori difficoltà, quali le affezioni della luna e del sole e delle stelle e l’origine dell’universo.” Aristotele, Metafisica. Ipse dixit.

 

Quello che riguarda un po’ più da vicino i ricercatori di ARDEA, però, è nato con Galileo, padre del moderno metodo scientifico, il quale già comprese che: “Nelle prove naturali non si deve ricercare l’esattezza geometrica.” Galileo, Dialogo sopra i due massimi sistemi

Magari sapere cos’è la ricerca può anche non interessarvi. Magari non siete interessati a tutte quelle persone che danno la vita per la ricerca, letteralmente. Però, con un sussurro, ci si chiede perché lo facciano. Chi glielo fa fare? A che pro?

Beh, il discorso riguarda purtroppo tutti, anche i non interessati.

La perdita di biodiversità ed ecosistemi minaccia il funzionamento del nostro pianeta, della nostra economia e della società umana. La ricerca naturalistica è la soluzione.

 

Ad esempio, si stima che il valore della protezione dei bacini idrografici fornito da ecosistemi costieri intatti, come le mangrovie e altre zone umide, sia pari a 845 dollari USA per ettaro all’anno in Malesia e a 1.022 dollari USA per ettaro all’anno nelle isole statunitensi delle Hawaii.(TEEB)

È stato stimato che un sistema globale di aree marine protette, responsabile della chiusura del 20% dell’area di pesca totale con una conseguente perdita di profitti pari a 270 milioni di dollari USA all’anno (Sumaila et al. 2007), contribuirebbe a sostenere attività ittiche con un valore di 70-80 miliardi di dollari USA all’anno (FAO 2000), creando inoltre 1 milione di posti di lavoro (Balmford et al. 2004).(TEEB)

 

L’argomento tocca tutti molto da vicino:

La ricerca naturalistica serve a conservare il nostro pianeta, l’unico che abbiamo.

 

 

 

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