Ardea Bird Contest!

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Ardea Bird Contest!

ARDEA Bird Contest!

Che uccello è questo?

Una corretta identificazione dell’avifauna è possibile solo grazie alla conoscenza di morfometria, cromatismo, fenologia e muta del piumaggio è possibile discriminare una specie dalle altre.
Quest’operazione, in alcuni casi semplice e in altri estremamente complessa, può andare ben oltre il semplice birdwatchig. È infatti il primo strumento per raccogliere dati ornitologici validi, che possano guidarci nella tutela il nostro patrimonio faunistico.

Così l’Associazione ARDEA, con il patrocinio del CISO (www.ciso-coi.it), lancia “Ardea Bird Contest!“: non una gara per determinare il più veloce nelle risposte, ma uno spunto per approfondire le proprie conoscenze e mettere in gioco le proprie abilità. In quanto l’identificazione degli uccelli può essere molto di più di virtuosismo ludico e competitivo, ma dovrebbe essere il primo passo per raccogliere informazioni utili alla conservazione degli uccelli.

 

Tempistica: 

L’ultimo giorno di ogni mese (tranne per il mese di luglio) verranno pubblicate sul sito www.ardeaonlus.it 2 o più foto di specie inserite nella “Check-list degli uccelli italiani aggiornata al 2014“.

Verrà sempre indicato il periodo e l’area di scatto per ciascuna foto, che ritrarrà il soggetto e una o più caratteristiche utili per una corretta identificazione. Le foto vengono scelte da Ottavio Janni, membro del Commissione Ornitologica Italiana, che fornirà le soluzioni corrette, descrivendo nel modo più semplice ed esaustivo possibile tutto il percorso che avrebbe consentito una corretta identificazione.

I partecipanti potranno inviare le loro risposte entro il giorno 15 del mese successivo alla pubblicazione delle foto all’indirizzo contest@ardeaonlus.it; le soluzioni verranno pubblicate in un giorno compreso fra il 16 ed il penultimo giorno di ogni mese, insieme alla classifica dei concorrenti.

 

Come partecipare: 

Le foto pubblicate sul sito saranno promosse anche sui canali di comunicazione dell’Associazione, ma non verranno presi in considerazione i commenti sui social in cui si espongono le identificazioni. Le uniche risposte valide saranno quelle pervenute via mail all’indirizzo contest@ardeaonlus.it in cui – oltre alle soluzioni –  dovrà essere esplicitato: Nome, Cognome, Regione, Città e un numero di telefono del partecipante.

Le foto avranno un riferimento numerico 1, 2, 3, ecc, quindi le risposte dovranno indicare la specie riferita alla foto (esempio 1: Capinera; 2: Cigno reale). Per tutelare la privacy dei partecipanti, alla prima mail, a ciascuno verrà assegnato un codice di gioco (es. A001). Il partecipante potrà decidere se, quando sarà pubblicata la classifica mensile, vuole mostrare solo il codice o anche il suo nome e cognome.

 

Il premio: 

In linea con gli scopi del contest, il premio sarà di 200,00 € di buono per acquistare libri o altro materiale bibliografico inerente all’ornitologia, più la quota d’iscrizione al CISO – Centro italiano studi ornitologici (o il rinnovo se dovesse vincere una persona già iscritta).

 

 

I risultati:

PRIMA PARTITA:

Foto 1: Fischione
“Chiaramente un anatra, con colore generale piuttosto rossiccio e becco grigio/azzurro con ampia punta nera: questa combinazione si trova solo nelle femmine di Fischione”. (Fotografata ai Variconi nel novembre 2016).

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Foto 2: Tuffetto

“Di questo individuo si vede ben poco, ma si sta tuffando. Potremmo chiuderla qui e dire che perciò è chiaramente un Tuffetto, e in effetti lo è, ma forse qualche spiegazione in più non nuoce. Non sono molti gli uccelli che si nutrono principalmente sott’acqua – vari anatidi, procellariformi, alcidi, stolaghe, cormorani, e svassi – ma il fatto che non abbia praticamente una coda e che sia di colore brunastro (e non bianco e nero, o a sfumature di grigio) li esclude praticamente tutti, e quelle piume dei fianchi così arruffate sono tipiche degli svassi, soprattutto Svasso piccolo/cornuto e Tuffetto. Le prime due però hanno tonalità del piumaggio molto più fredde, mentre il piumaggio marroncino/castano è tipico del Tuffetto”. (Fotografato all’Oasi delle Mortine nel gennaio 2017)

foto2

 

SECONDA PARTITA:

Foto 1: Gambecchio comune

Un uccello di piccole dimensioni, colore generale bruno-grigiastro, che corre su una spiaggia. Facile capire che si tratta di un limicolo. La posa però non ci aiuta molto dato che è quasi di spalle e non si vede bene la testa. Ci vedono però abbastanza caratteri da poter subito escludere molti gruppi: le zampe sono troppo corte per essere una Tringa, e anche se non possiamo vedere molto del becco non è abbastanza corto per essere un piviere o corriere. Rimangono quindi i Calidris (gambecchi e piovanelli). In questo caso è utile capire l’età per poterne valutare il piumaggio. I giovani di Calidris hanno sempre un aspetto molto ‘fresco’ e pulito con orlature molto nette alle scapolari e copritrici, e piumaggio generalmente piuttosto ‘colorato’ (relativamente parlando, sono sempre limicoli…). Tutti aspetti che in questo individuo non vediamo, quindi si tratta di un adulto, e le tonalità molto freddo ci orientano verso un individuo in abito non-riproduttivo. Un altro carattere utile è il colore delle zampe, nere, che ci permette di escludere diverse specie di Calidris che le avrebbero gialle (Gambecchio nano, Piovanello pettorale…). L’aspetto delle parti superiori piuttosto scuro e contrastato esclude specie come il Piovanello maggiore, mentre la proiezione delle primarie corte esclude vari accidentali americani come Gambecchio di Baird o Bonaparte. Restano le 3 specie di Calidris più comuni sulle coste italiane d’inverno: Gambecchio comune, Piovanello pancianera, e Piovanello tridattilo, più il Piovanello comune che non sverna da noi. I Piovanelli comune e pancianera avrebbero un aspetto più tozzo, con becco più lungo e leggermente ricurvo (si dovrebbe notare anche in una foto come questa), e parti superiori un po’ meno contrastate. Il Piovanello tridattilo in abito non riproduttivo sarebbe molto più chiaro, ma alcuni adulti ancora in abito possono non avere le tonalità rossicce tipiche di questa specie in abito riproduttivo, e assomigliare molto all’individuo nella foto. Ma il Piovanello tridattilo si chiama così non a caso: in effetti gli manca il dito posteriore, che invece si vede molto bene in questa foto: si tratta di Gambecchio comune (fotografato a Foce Regi Lagni nel gennaio 2017).

FOTO 1 SECONDA PARTITA

Foto 2: Cincia bigia

Questa volta un piccolo passeriforme – in posa molto ‘bizzarra’, ma in realtà la soluzione è facile se si capisce cosa sta facendo e a cosa corrisponde la parte nera del piumaggio. L’individuo si sta pulendo il piumaggio sotto le ali, e la parte nera è il vertice e la nuca. Solo una specie ha vertice e nuca neri e parti inferiori uniformemente color crema, la Cincia bigia (fotografata a Lago Matese 2016)
E’ l’indicazione Geografica che ci consente di far escludere la cincia bigia alpestre (Mai segnalata in Campania).

FOTO 2 SECODNA PARTITA

 

TERZA PARTITA:

Foto 1: Gabbiano corso

Tutti avranno capito che si tratta di un gabbiano. Il fatto di non poter vedere la testa (bianca o scura) ne il colore del becco (giallo, scuro, o rosso) non ci aiuta, ma dal disegno dell’ala, con primarie esterne in buona parte nere e ‘occhielli’ bianchi, si tratta di una delle specie più grandi del genere Larus, e dalla mancanza di qualsiasi marcatura scura al di fuori delle primarie sembrerebbe proprio un adulto. Quello di gran lunga più comune è il Gabbiano reale, e a prima vista potrebbe sembrare lui, ma il disegno delle primarie non torna: troppo nere le primarie esterne (p9 e p10 sono nere praticamente fino alla base), mentre in quelle più interne come p6 e p5 il nero è troppo limitato. Le due specie più simili al Gabbiano reale – il reale nordico e il pontico – avrebbero più bianco nelle primarie esterne, tra le altre cose, e possono essere anch’esse eliminate. In realtà, tutte queste specie sarebbero già potute essere eliminate dal colore delle zampe: sono un po’ nascoste in questa foto, ma chiaramente grigio-verdastre. Questo colore lo può solo avere una Gavina non del tutto adulta, o un Gabbiano corso. Dal disegno delle ali possiamo agevolmente eliminare la Gavina (al secondo anno o adulta che fosse) e non ci resta che il Gabbiano corso. In effetti anche il disegno delle ali combacia perfettamente con questa specie. Certo, in una situazione ‘di campo’ il becco rosso sarebbe immediatamente saltato all’occhio, ma conoscere bene anche i caratteri identificativi secondari di una specie è sempre molto utile. Questo Gabbiano corso è stato fotografato a foce Volturno nel gennaio 2017.

Foto 1 -terza partita

Foto 2: Piro piro macchiato

Un uccello marrone e bianco, becco e zampe relativamente lunghe, nel fango a bordo acqua. Facile capire che si tratta di un limicolo. Quasi altrettanto facile pensare che sia uno dei limicoli più comuni e familiari per i birders italiani, il Piro-piro piccolo così diffuso sui bordi dei grandi corsi d’acqua, i moli lungo le coste, e molti altri ambienti umidi: il becco di media lunghezza e molto dritto, la struttura piuttosto compatta, le parti superiori di un color marrone-grigiastro molto uniforme, la pettorina scura con la parte centrale del petto più chiara, e il resto delle parti inferiori candide puntano tutte in questa direzione. Caso chiuso, allora? Sembrerebbe di si, ma nel birdwatching uno sguardo più approfondito non nuoce mai. E allora chi guarda bene i Piro-piro piccoli che incontra sul campo potrà accorgersi che qualche particolare non quadra. Le zampe non sono forse un po’ troppo gialline per un piccolo? E la slavatura scura ai bordi del petto è molto pulita, senza le piccole screziature che si vedono nel piccolo. E anche le terziare non hanno nessun segno di barratura. Ora può scattare l’allarme: il Piro-piro piccolo ha un ‘cugino’ americano, il Piro-piro macchiato, che già diverse volte è capitato in Italia. Gli adulti in abito sono ampiamente macchiettati nelle parti inferiori e inconfondibili, ma i giovani e gli adulti in inverno – al contrario della maggioranza dei limicoli, non è facile capire se un Piro-piro piccolo /macchiato è un giovane o adulto in abito invernale senza vederli da vicino – sono estremamente simili al Piro-piro piccolo. I caratteri elencati sopra sono indicativi, ma quello migliore è la struttura, e specialmente la proiezione della coda oltre le primarie. E nel nostro individuo è molto corta, dandogli un aspetto ancora più compatto del Piro-piro piccolo. Questo ci conferma che si tratta di un Piro-piro macchiato. Questo individuo è stato fotografato sul fiume Putumayo, confine Colombia-Peru, nel gennaio 2017.

foto2 - terza partita

 

QUARTA PARTITA:

Foto 1:

Foto 1

Foto 2:

Foto 2

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